Se esiste, voglio andare all'inferno!
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Se esiste, voglio andare all'inferno!
di Bruno Moretti Turri IK2WQA

Esiste la vita dopo la morte? Le risposte possibili sono solo due: sì o no. Il problema è che nessuno è mai "tornato indietro" a raccontarci com'è l'eventuale esistenza post-mortem, nè ha mai pubblicato su facebook video o foto certificatamente oltretombiche.

Se la risposta è negativa, se non esiste alcuna vita dopo la morte, se si muore e basta, se "restituisci il tuo corpo agli  elementi e vai a rivitalizzar Natura sotto altra forma" (François-Marie Arouet AKA Voltaire), quando crepi, tutti i problemi sono finiti: "Non temo la morte. Prima di nascere ero morto da miliardi e miliardi di anni e la cosa non mi turbava affatto." (Mark Twain). Quindi, se da morti si torna dove si era prima che papi & mami si trastullassero a scomodar cicogne nel giorno di chiusura dei cinematografi, nema problema.

Se invece la vita continua dopo la morte, la questione diventa delicatissima.
Poffarbacco, è necessario pensarci per tempo e prepararsi bene alla vita eterna. Mica è un banalissimo matrimoniucolo, la vita eterna! Nel sacramentale matrimonio "finchè morte non vi separi", se disgraziatamente ti accorgi che hai fatto la scelta sbagliata, c'è il divorzio. O l'omicidio. O il suicidio. Insomma, bella o brutta, legale o illegale, almeno qualche chance per rimediare all'eventuale pirlata, ce l'hai. Nella vita eterna, no. By definition, fine della pena: MAI! Da morto, non puoi più tagliarti le vene, nè buttarti giù dal decimo piano. Tantomeno sperare di far fuori San Pietrosuocero.

Dato che, notoriamente, il Purgatorio non c'è nelle Scritture e sicuramente non esiste perchè è un trucchetto alla Giukas Casella ad usum buccalunicorum inventato da preti furbastri onde creare l'adiposo mercato simoniaco delle messe per i morti (che, senza Purgatorio, non le farebbe recitare una cippalippa di nessuno), nella vita eterna hai solo due possibili destinazioni: Paradiso o Inferno. La scelta della poi non più modificabile destinazione eterna, avviene in vita: con determinati comportamenti, dopo morto andrai da una parte, con altri comportamenti andrai da quell'altra. Dato che la scelta è libera (libero arbitrio), necessita di attenta e profonda analisi logico-razionale sui pro e sui contro delle due destinazioni, per determinare qual'è la lochescion che meglio si addice a noi e alle nostre aspirazioni per il nostro eterno futuro. E poi adottare in vita gli opportuni comportamenti atti a guadagnarsi la destinazione scelta. E non correre il rischio di finire in quell'altra.

Destinazione Paradiso

Cominciamo dal Paradiso, in primis esaminando quali compagnie (onnipresenti, immutabili e non svicolabili) avremmo scegliendo tale destinazione. In Paradiso, chi ci troveremmo, come sicuri eterni intimi conviventi? Padre Pio, Roberto Bellarmino, madre Teresa Kosovara con i suoi amichetti Jorge Videla e Augusto Pinochet, poi Francisco Franco, Paola Binetti, Rocco Buttiglione, tutti i papi, tutti i santi, tutte le Madonne (Aho! Ma quante ca... sono? Con quanti UFO arcangeli alieni hanno amplessato? Quanti disgraziati Cristi hanno partorito? A quanti poveri asini e buoi han rubato la mangiatoia? Da quanti San Giuseppi vergini cornuti si son fatte mantenere, senza concedere manco un potipoti alle tette 'na volta all'anno almeno a Pasqua? Boh!?!), poi tutti i frigidi illibati che non si son mai ma proprio mai "toccati lì", padre Livio Fanzaga e il betonicame carampanico di Radio Maria, Antonino Zikikkirikì, Roberto Formigoni, Mario Borghezio, Antonio Socci, Roberto De Mattei, Domenico Scilipoto...
Mi fermo qui perchè già mi vien voglia di tagliarmi le vene buttandomi giù dal decimo piano impiccandomi con la canna del gas in bocca, commettendo peccato mortale gravissimo, così non rischio di trovarmi per l'eternità "fine della pena: MAI!" con certe noiosissime, abominevoli e tamarriche compagnie moralmente malfamate e pluripregiudicate! Eh, ca... spita! La mia mamma mi ha sempre detto di star lontano dalle "cattive compagnie"!!!

Ma transeamus e continuiamo nell'analisi: che musica si ascolta in Paradiso? Che nessuno pensi di eternamente deliziarsi con le grandiose opere di musica classica di argomento religioso, comicamente definita "musica sacra": quasi tutti i loro compositori sono non credenti o eretici o epicurei, ergo diabolici by definition. Idem per la maggioranza dei gospel meno pacchiani. La colonna sonora del Paradiso è fondamentalmente costituita da stonatissme messe cantate, gargarismi catarrosi di pallosissima musica gregoriana o ciellina, la produzione non osé di Gigliola Cinquetti, unici "rock" consentiti Povia e Gigi D'Alessio.

Domandiamoci poi cosa si fa in Paradiso per passare l'eternità che non passa mai? Intimamente insieme alla "dolce" compagnia sopra descritta (da cui non puoi mai sfuggire nemmeno per 5 minuti rifugiandoti alla toilette perchè in cielo i cessi non esistono), in Paradiso, 24 ore su 24, 7 giorni su 7, si adora e si contempla un triangolo equilatero polifemico, cioè monocolo. Recitando giaculatorie dirette da padre Livio Fanzaga di Radio Maria con (se va BENE) Povia e Gigi D'Alessio in sottofondo (quando va MALE, è perchè sono a manetta).


Test dell'oltretomba N° 1: Paradiso
Genuflettersi, contemplare e adorare il triangolo per almeno 50 ore consecutive ascoltando Radio Maria in compagnia del più insopportabile ficcanaso rompiballe che conoscete e che non si lava per emanare "afrore di santità". Avrete un'idea di ciò che vi attende scegliendo la lochescion Paradiso.

Se poi si tien conto che ti devi scordare per sempre la birra, il Brunello di Montalcino, le canne, le coccole, i bacini, le titillatine, i grattini sulla nuca, i gelati, la Sachertorte, i marrons glacés e non puoi farti manco 'na pippa 'na volta all'anno almeno a Pasqua, l'ineluttabile conclusione logico-razionale è che non possa esistere nulla di peggio del Paradiso per passarci l'eternità. Ergo, l'altra destinazione, l'Inferno, può essere solo migliore. O, comunque, meno peggio. E, in tutti i casi, è l'unica alternativa che ci rimane. Esaminiamola.

Destinazione Inferno

Quello che sappiamo per certo, è che all'Inferno, se esiste, è permesso tutto ciò che è vietato dall'altra parte e severamente vietato tutto ciò che è permesso in Paradiso. Poi, all'Inferno avremmo la sicura compagnia di Edgar Lee Masters, Giacomo Leopardi, Cesare Pavese, Jack Kerouac, Jacques Prévert, Ernest Hemingway, Fernanda Pivano, Pablo Neruda, Arthur C. Clarke, Charles Darwin, Betty Friedan, Anassimandro da Mileto, Epicuro da Samo, Ipazia d'Alessandria, Bertrand Russell, Karl Popper, Albert Einstein, Galileo, Pierre e Marie Curie, Carl Sagan, Isaac Asimov, Antonio Gramsci, Gandhi, Giordano Bruno, Sacco & Vanzetti, Buddha, Lao Tzè, Michail Bakunin, Allen Ginsberg e Marilyn Monroe con "solo due gocce di Chanel N° 5" perchè all'Inferno sono tutti innocenti nudisti, e colonna sonora a cura di John Lennon, Jim Morrison, Frank Zappa, Woody Guthrie, Syd Barrett, Elvis Presley, Jaco Pastorius, Georges Brassens, Fabrizio De Andrè, Duane Allman, Jerry Garcia, Victor Sogliani, Freddy Mercury, Bob Marley e...

e molti altri tra cui...
Dio.
No, no, mica il triangolo equilatero polifemico.
Dio, l'unico vero Dio.
Che si riconosce facilmente perchè
è un gran bel ragazzo,
alto,
magro,
libertario,
pacifista,
non violento,
epicureo,
mancino,
capellone,
néghér che ciula 'me 'n néghér,
fuma il cilum,
suona una
Fender Stratocaster,
si chiama Jimi (no YHWH)
e non è per niente
a immagine e somiglianza di
Berluskaz e Ratzinger.


Test dell'oltretomba N° 2: Inferno
Fare più mix di marijuana "Acapulco Gold" & hashish "Black Pakistan" oppiato, darsi a raffinato e sapiente erotismo*NOTA con bellissimo e dolcissimo partner che ci sa fare, ascoltando a manetta Dio Jimi, Led Zeppelin e Deep Purple, bevendo CubaLibre leggendo Ernest Hemingway, Pablo Neruda e Jack Kerouac per almeno 5 ore consecutive. Avrai un'idea di ciò che ti attende, per l'eternità, scegliendo la lochescion Inferno.
*NOTA: all'Inferno non esistono "tempi di ricarica". Sei sempre pronto a nuova erotica tenzone.
L'apice dell'orgasmo dura minimo un quarto d'ora (900 secondi) e non ti "spompi" mai.

Ho deciso: se esiste la vita dopo la morte, voglio andare nella Woodstock dell'Inferno a fare il tastierista di Dio Jimi.

Il definitivo imperativo categorico per conseguire, se esiste, una buona vita eterna:
fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir GAUDENTIA e conoscenza.
E se si muore e basta? In ogni caso avrai goduto meglio l'unica vita che hai a disposizione.
Last but not least, non ti sarai fatto sodomizzare senza burro dai preti (peggio del dentista senza anestesia).

Benedicat vos omnipotes Logos:
in nomine Pater Pythagoras, Filius Archimedes et Spiritus Sanctus Odifreddus.

   



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